ARCHIVIO

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Cosa conserva

L’archivio della Fondazione Mario Novaro Onlus conserva 38 fondi archivistici, di cui 28 sono stati dichiarati di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria il 27 agosto 2019.

Il fondo archivistico “Mario Novaro e la Riviera Ligure”, quello della “Famiglia Novaro” e quello della ditta Sasso costituiscono i nuclei storici. Ad essi, nel corso di quasi 40 anni di attività della Fondazione, si sono aggiunti numerosi complessi archivistici accumunati, nella maggior parte dei casi, dal fatto di essere “archivi di persona” o “fondi personali“. Si tratta quindi di fondi archivistici che conservano materiali editi e/o inediti raccolti e/o prodotti da persone significative del mondo della cultura, delle professioni e delle arti prevalentemente dalla seconda metà del XIX secolo in poi.
I complessi archivistici conservati nel nostro archivio sono per la maggior parte di autori, letterati, artisti, autori della narrativa disegnata, dello spettacolo e della pubblicità.

Caratteristiche e modalità di formazione degli archivi di persona

Gli archivi di persona sono influenzati da specifiche dinamiche di accumulazione, sedimentazione, scelte conservative e trasmissione. L’archivio infatti può essere determinato, ordinato e quindi finalizzato all’autorappresentazione e alla costruzione di una memoria personale, in questi casi il soggetto produttore crea una propria autobiografia cartacea.
La complessità dell’archivio può altresì essere conseguenza di interventi contemporanei o successivi, operati da diverse persone collegate alla famiglia. Infatti spesso gli archivi di persona perdono la loro spontaneità originaria essendo spesso oggetto di intervento di riordinamento.

Ma che cosa è presente negli archivi di persona? Negli archivi privati in genere la sedimentazione dei documenti avviene secondo criteri soggettivi a causa della mancanza di regole precise. Ciò determina la presenza in archivio di documenti dal contenuto differenziato, anche se talune tipologie documentarie sono costantemente presenti:

  1. documenti legati agli studi e alla formazione;
  2. documenti inerenti l’attività professionale e i riconoscimenti ricevuti;
  3. documenti relativi alla vita privata e familiare;
  4. documentazione amministrativa (atti giuridico-economici-patrimoniali) ed eventualmente documentazione istituzionale se la persona in oggetto ha ricoperto cariche pubbliche.

Nel caso specifico nell’archivio della Fondazione Mario Novaro i fondi archivistici che sono stati donati conservano prevalentemente documentazione attinente l’attività professionale del soggetto produttore. Le tipologie documentarie maggiormente presenti nei nostri fondi sono infatti:

  • corrispondenza con altri professionisti del settore
  • testi di prosa o poesia (manoscritti, dattiloscritti o a stampa)
  • rassegna stampa di o su il soggetto produttore
  • opere grafiche

La corrispondenza è la serie documentale più rappresentata e testimonia molti aspetti dell’attività lavorativa del soggetto produttore. Dalle lettere conservate possono essere ricostruite, ad esempio, le attività preparatorie a una pubblicazione, gli incontri con artisti, scrittori e critici, gli eventi culturali di cui il soggetto produttore è stato protagonista, i progetti di lavoro, ma anche gli affetti e le amicizie scaturite da queste importanti circostanze lavorative. Le lettere sono molto utili anche per collocare l’autore nel contesto culturale della sua epoca, attraverso le sue reti di relazioni.

Per quanto la serie dei testi, essi sono documenti scritti (a mano, dattiloscritto o a stampa) che il soggetto produttore ha steso durante i suoi anni di attività professionale. Lo studio dei testi permette di seguire lo svolgersi del pensiero creativo, andando a comparare, ad esempio, diverse versioni di uno stesso elaborato. In Fondazione Novaro i testi vanno a costituire un’unica serie documentale a prescindere se sono testi di prosa o poesia e se sono manoscritti, dattiloscritti o a stampa e vengono riordinati cronologicamente.

La rassegna stampa può venir organizzata dal soggetto produttore da cui può emergere un progetto conservativo consapevole e la sua volontà di consegnare ai posteri una precisa e determinata immagine di sé. In alcuni casi, infatti, si trovano quaderni o raccoglitori in cui la persona ha raccolto personalmente articoli su di sé, sulla sua vita e sulla sua attività lavorativa. Questo tipo di raccolte testimoniano l’attenzione e la cura del produttore, che, tramite interventi di sistemazione regolari sulle carte accumulate negli anni, ha coscientemente riorganizzato ed elaborato la propria memoria. In questi casi non si tratta di un processo di sedimentazione casuale, ma il frutto di scelte. Consolidare la memoria significa anche selezionarla, e nel corso di tali risistemazioni il soggetto produttore ha sicuramente individuato che cosa tenere e che cosa scartare.
Nella serie documentale della rassegna stampa si trovano solitamente articoli di giornale scritti da terzi a proposito di pubblicazioni, interventi o la vita lavorativa del soggetto produttore e articoli scritti dal soggetto produttore stesso.