| notevole risalto per i contenuti letterari e pure per l'aspetto grafico-illustrativo, per il quale Novaro chiama a collaborare, tra gli altri, Giorgio Kienerk, Cesare Ferro, Plinio Nomellini, Edoardo De Albertis, Felice Carena, Adolfo Magrini. Il loro contributo si conclude però con gli ultimi fascicoli del 1905. La rivista ospita note firme dell'epoca: da epigoni del classicismo come Francesco Gerace, Giuseppe Lipparini, Giovanni Marradi e Guido Mazzoni, a poeti che guardano a Pascoli e D'Annunzio, come Luigi Orsini e Aurelio Ugolini. Senza aderire a particolari correnti, Novaro accoglie anche giovani autori disponibili a nuove esperienze di scrittura. È il caso di Bino Binazzi, Filippo De Pisis, Lionello Fiumi, Francesco Meriano, Giuseppe Ravegnani, Giovanni Titta Rosa. Ai nomi di Pascoli, Deledda, Pirandello, si aggiungono in seguito altri collaboratori: Campana, Cecchi, che esordisce sulla rivista come poeta, Alvaro, Saba, Rebora, Sbarbaro, Ungaretti, Palazzeschi, Moretti, Papini. Autori tutti destinati a lasciare un segno profondo nella cultura italiana del Novecento. Dei rapporti di Novaro con scrittori e artisti, oltre ai materiali pubblicati su "Riviera", resta un epistolario ricco di oltre quattromila tra lettere autografe e manoscritti, che appunto costituisce il fondo Mario Novaro e della "Riviera Ligure". |