Archivi categoria: ARCHIVI

FONDO FERRANDO-MAZZERANGHI

FONDO FERRANDO-MAZZERANGHI

Complesso archivistico

Il fondo Ferrando Cornelio – Mazzeranghi Eros (Ivana) si articola in 7 serie documentali:

  • corrispondenza: fascc. 130
  • testi
  • documenti di studio e di lavoro
  • fotografie
  • opere grafiche
  • rassegna stampa
  • varie

Biografia di Cornelio Ferrando



Cornelio Ferrando nasce a Genova il 23 agosto 1914 ed esordisce giovanissimo nel giornalismo lavorando per il “Secolo XIX” come giornalista sportivo.              
Come Ufficiale di complemento, Ferrando partecipa alla campagna italo-greca con il 43° Reggimento Fanteria “Forlì” rimanendo poi in Albania e Grecia con le forze di occupazione. Nel 1943 viene catturato dai tedeschi nell’isola Eubea e viene inviato nel campo di concentramento di Wietzendorf in Germania dove rimane fino alla fine della guerra. Tornato in patria nel 1945 Ferrando si dedica esclusivamente al giornalismo prima per il “Corriere del Popolo” e poi torna al “Secolo XIX” prima come redattore agli Esteri, poi inviato speciale.

Nel 1961 scrive anche un libro inchiesta “Il notaio” edito da Vallecchi e nel 1967 inizia la sua passione per il dialetto che porterà alla pubblicazione di diciassette volumi scritti a quattro mani con la moglie per la collana “Lo scaffaletto genovese” della Sagep.

Tra i premi conferitegli si ricordano nel 1964 “l’Ulivo d’oro”, a fine anni ‘90 il “Grifo d’oro” e il 26 gennaio 2000 il Premio “Valentino Gavi”. Il 26 giugno 2002 gli viene conferito dall’Ordine dei giornalisti, a Genova, il premio per aver raggiunto mezzo secolo di carriera giornalistica.

Cornelio Ferrando muore a Genova il 12 aprile 2005.

Biografia di Eros (Ivana) Mazzeranghi

Eros Mazzeranghi, in arte Ivana Mazzeranghi, nasce il 26 agosto 1916 a Torino, ma per il lavoro del padre (direttore del Teatro Margherita) si trasferisce a Genova.
Eros si sposa nel 1939 con Italo Gagliardini, ma durante la guerra si trasferisce con la madre (il padre era morto nel 1942) e la figlia in Piemonte. Il marito, Italo Gagliardini, rimane a Genova per lavoro.
Finita la guerra, nel 1945, Eros torna a Genova con la famiglia e si separa dal marito Italo Gagliardini.

L’anno successivo Eros trova lavoro in RAI dove tiene la rubrica radiofonica “I consigli di Ivana” per Radio Genova, trasmissione di grande successo da cui nasce il nome d’arte Ivana. In occasione di un’intervista Ivana conosce Cornelio Ferrando, giornalista che scrivere di lei e del suo programma radiofonico sul quotidiano genovese “Corriere del Popolo”. Dopo anni di amicizia Ivana ottiene dalla Sacra Rota l’annullamento del primo matrimonio e sposa Ferrando nel 1959.
Ivana e Cornelio insieme si dedicano al recupero delle tradizioni genovesi: i proverbi, i modi di dire, i giochi , le usanze natalizie, i gridi dei venditori ambulanti pubblicando diciassette volumi della collana “Scaffaletto genovese” della casa editrice Sagep che aprì la strada a nuovi studi sulla Genova dell’800.
Ivana Mazzeranghi muore a Genova il 13 gennaio 2004.

FONDO PINGHELLI

FONDO PINGHELLI

Complesso archivistico

Il fondo Pinghelli Antonio si articola in diverse serie documentali, tra cui una raccolta di 417 diari in cui Pinghelli racconta giornalmente la sua vita dal 28 settembre 1932 al 17 febbraio 1999.

Inventario dei diari di Antonio Pinghelli

Biografia

Antonio Pinghelli nasce a Savona il 28 febbraio 1910, ma durante la prima guerra mondiale si trasferisce a Vado Ligure. Negli anni ’30 avvengono incontri fondamentali per la sua formazione e per lo sviluppo della sua carriera, conosce Angelo Barile, Arturo Martini, Giovanni Descalzo, Carlo Bo, Francesco Messina, Eugenio Montale, Indro Montanelli, Mario Novaro, Giorgio Pini e tanti altri. E proprio Angelo Barile, induce Adriano Grande, nel 1933, a pubblicare le prime prose liriche di Pinghelli nella rivista “Circoli” di Genova. Con cui collabora fino al 1939.

All’inizio della sua carriera Pinghelli si dedica al giornalismo sportivo e d’informazione, poi scrive articoli d’arte e di costume. Pubblica inoltre poesie e prose liriche su varie riviste letterarie.

Negli anni del fascismo diventa commissario prefettizio del Comune di Vado Ligure e alla fine della seconda guerra mondiale si trasferisce a Milano dove continua a comporre poesie e ad occuparsi di giornalismo. Muore a Milano il 17 febbraio 1999.

FONDO GAMBETTA

FONDO GAMBETTA

Complesso archivistico

Il fondo Gambetta Mimma si articola in 5 serie documentali:

  • corrispondenza: fascc. 13 (comprendenti docc. 123)
  • opere grafiche: fascc. 2 (comprendenti docc. 125)
  • testi: fasc. 1 (comprendente docc. 3)
  • rassegna stampa: fasc. 1 (comprendente doc. 1)
  • fotografie: fasc. 1 (comprendente doc. 11)

Inventario

Biografia

Mimma Gambetta nel 1965, fotografia tratta dal volume “Mimma Gambetta: i segni della vita, la vita dei segni”, Genova : Sagep, 2012. Archivio fotografico famiglia Torcello

Mimma Gambetta nasce ad Albisola il 21 settembre 1919 e fin dall’infanzia disegna sebbene il padre Mario, un affermato pittore, ceramista ed incisore non apprezzerà né appoggerà mai la sua creatività. Il lavoro del padre permette a Mimma Gambetta di conoscere e frequentare numerosi illustri artisti.
A undici anni, nel 1932, Mimma Gambetta con pochi scarti di tempera dipinge la sua camera. In una sola notte rappresenta ventitré figure nude a grandezza naturale e altre più piccole, tutte afferenti al mondo pagano e dei miti.
Nel 1933, quando Mimma Gambetta ha solo 14 anni, si tiene la sua prima e unica mostra personale allestita da Carla Albini dove vengono esposti 30 disegni eseguiti da Mimma Gambetta fra i sei e i dodici anni.
Dopo la guerra riprende l’attività artistica e ne nasce, nel 1965, la raccolta di disegni intitolata “Figure: vagabondaggi grafici”, con la presentazione di Camillo Sbarbaro.
Nel 1973 pubblica sulla rivista “Resine” il diario di viaggio “Ottobre spagnolo” con lo pseudonimo Martino Galaverna, nel 1987 pubblica la raccolta di disegni “Terme” e nel 1993 “Visti dall’angolo”, raccolta di ritratti e ricordi a proposito di Sbarbaro, Martini, Barile e Rodocanachi.
Muore ad Albisola il 14 dicembre 2000.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario)

FONDO CORMAGI

FONDO CORMAGI

Complesso archivistico

Il fondo Cormagi Carlo si articola in 3 serie documentali:

  • corrispondenza: fascc. 19 (comprendenti docc. 36)
  • testi: 4 unità documentarie
  • opere grafiche: 15 unità documentarie

Inventario

Biografia

Carlo Cormagi nasce a Genova Voltri il 24 settembre 1914. Nella seconda metà degli anni ’30 Cormagi studia Filosofia all’università di Genova dove conosce il suo primo maestro: Vincenzo La Via. Successivamente il suo punto di riferimento sarà Adelchi Baratono, con cui si laurea discutendo la tesi “ll cinema come arte”.
Tra la fine degli anni ’30 e l’inizio dei ’40, Cormagi inizia a scrivere di letteratura e di estetica, sulle pagine de “Il Barco”, una rivista universitaria di Genova che dava spazio a idee di un gruppo di giovani intellettuali.
Dal 1947 Cormagi comincia ad occuparsi creativamente di pittura e scultura, mentre è anche attiva la sua vena letteraria, che lo porta a scrivere, fra l’altro, il romanzo per ragazzi “II signor Pazienza” che avrà il plauso di Dino Buzzati. Collabora, negli anni Cinquanta, a varie riviste e giornali letterari, fra cui “Sipario”, “Nuova Corrente” (la rivista di Boselli e Sechi), “ll Lavoro” e “La Fiera Letteraria”.

Nel 1953 fonda, presso l’Istituto Arecco, con padre Angelo Arpa, il Cineforum genovese di cui ne diviene il primo presidente.
Fra il 1951 e il 1998 Cormagi scrive diciassette testi per il teatro, infatti, pur avendo sperimentato con esiti interessanti vari generi di linguaggio, dalla pittura alla scultura, dalla saggistica alla poesia, la dimensione teatrale è quella nella quale Cormagi si esprime con maggiore persuasività.

Carlo Cormagi muore a Genova nel febbraio del 2006.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario)



FONDO VASSALLO

FONDO VASSALLO

Complesso archivistico

Il fondo Rosetta Vassallo si articola in 1 serie documentale:

  • corrispondenza: fasc. 1 (comprendente docc. 11)

Inventario

Biografia

Rosetta Vassallo nel 1934, archivio privato

Rosetta Vassallo nasce il 19 ottobre 1898 a Genova, successivamente si trasferisce con la famiglia a Savona dove trascorre la giovinezza e compie i propri studi.
Nell’anno accademico 1920/21 Rosetta Vassallo si trasferisce a Montpellier dove frequenta l’università e consegue il diploma del corso speciale per studenti stranieri diventandone successivamente docente ricoprendo la cattedra di filologia e lingua italiana sino al 1935. A Montpellier intrattiene rapporti con lo scrittore, poeta e filosofo francese Jules Valéry.
Tornata in Italia, il 25 maggio 1937 Rosetta Vassallo entra come novizia nel monastero di clausura di Santa Scolastica a Civitella San Paolo. In monastero prende il nome di suor Benedicta divenendo una collaboratrice preziosa del periodico “Monastica” e dedicandosi prima alla cura dell’orto e del giardino e poi alla portineria.
Il 7 giugno 1980 muore e viene sepolta nel monastero.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario)

FONDO GIRIBALDI

FONDO GIRIBALDI

Complesso archivistico

Il fondo Giribaldi Alessandro si articola in 5 serie documentali:

  • corrispondenza: 42 unità documentarie
  • testi: 40 unità documentarie
  • atti giuridici: 1 unità documentaria
  • documenti di studio e lavoro: 3 unità documentarie
  • fotografie: 1 unità documentaria

Inventario

Biografia

Alessandro Giribaldi, fondo Giribaldi, serie Fotografie, n.1

Alessandro Giribaldi nasce il 4 novembre 1874 a Porto Maurizio (Imperia). Negli anni universitari, a Genova, Giribaldi conosce Pierangelo Baratono con cui nel 1897 fonda e dirige la rivista “Endymion: rivista settimanale di letteratura ed arte”.
Nel 1897 Giribaldi, insieme a Mario Malfettani e Alessandro Varaldo, pubblica “Il primo libro dei trittici”, una raccolta di trentanove sonetti suddivisi in tredici trittici.
Durante una rissa, avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 agosto del 1903 a Genova, Giribaldi uccide accidentalmente il commerciante G. Bonaveraella, viene dunque arrestato e trascorre dieci mesi nel carcere di Genova Marassi. Durante la detenzione Giribaldi scrive “I canti del prigioniero”, una raccolta di versi che uscirà postuma nel 1940 insieme ad altri componimenti redatti negli anni Novanta dell’Ottocento.
L’attività pubblica di Giribaldi scrittore si chiude pertanto nel 1904.
Morirà a Chiavari il 13 gennaio 1928.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario).

FONDO CORRADO

FONDO CORRADO

Complesso archivistico

Il fondo Corradino Corrado si articola in 7 serie documentali:

  • corrispondenza: fascc. 78 (comprendenti docc. 321)
  • testi: 63 unità documentarie
  • rassegna stampa: 7 unità documentarie
  • appunti: 12 unità documentarie
  • documenti di studio e lavoro: 5 unità documentarie
  • opere grafiche: 1 unità documentaria
  • varie: 1 unità documentaria

Inventario

Biografia

Corradino Corrado nasce il 1 gennaio 1852 a Torino. Rimasto orfano viene affidato alla tutela di uno zio che si occupa della sua istruzione, avvenuta dapprima al collegio vescovile di Mondovì, e successivamente al Collegio Nazionale di Torino. Dopo aver concluso gli studi liceali, Corrado frequenta per due anni all’università di Torino la facoltà di medicina, trasferendosi in seguito a quella di lettere presso cui consegue la laurea il 30 novembre 1876.
A partire dal 1875 Corradino inizia a pubblicare i propri componenti poetici sul periodico fondato da Arcangelo Ghisleri “Il Preludio” e nel 1878 pubblica a Torino con l’editore Casanova il volume “Primi versi”.
Dall’inizio degli anni ‘80 dell’Ottocento Corrado inizia a dedicarsi alla critica letteraria.
Diventa docente in storia e letteratura italiana e ottiene la cattedra di lingua e letteratura italiana al Politecnico di Zurigo e, una volta rientrato a Torino, insegna prima al liceo Gioberti e poi presso l’Accademia Albertina di Belle Arti, divenendone successivamente Presidente.
Nel 1884 Corradino pubblica la raccolta poetica “Primulae” e nel 1889 il volume “Su pe’l Calvario”.
All’inizio del XX secolo Corrado sospende per diversi anni la sua attività letteraria, sostituita da una serie di letture a carattere filosofico e religioso che lo portano a scrivere, nel 1910, il poema in ventiquattro canti, “La buona novella” ispirato alla vita di Cristo.
Corrado fu anche attivo membro del Foot-Ball Club Juventus, di cui nel 1915 compone il primo inno ufficiale. Corrado è stato anche uno dei creatori della prima rivista interamente dedicata alla Juventus, ovvero “Hurrà Juventus”, mensile uscito per la prima volta il 10 giugno 1915. Successivamente al primo conflitto, diviene anche Presidente del club tra il 1919 e il 1920.
Corrado muore a Torino il 9 luglio 1923.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario)

FONDO CABELLA

FONDO CABELLA

Complesso archivistico

Il fondo Giorgio G. Cabella si articola in 5 serie documentali:

  • corrispondenza: 34 unità documentarie
  • testi: 22 unità documentarie
  • rassegna stampa: 26 unità documentarie
  • opere grafiche: 4 unità documentarie
  • varie: 5 unità documentarie

Inventario

Biografia

Giorgio G. Cabella, fotografia tratta dal volume “Alloggio del golfo: racconto”, Torino : G. Einaudi, 1942

Giorgio Cabella nasce a Genova nel 1909. Nel 1934 inizia la sua carriera fondando, a Genova, la rivista mensile “Cabotaggio: mensile di lettere ed arti”.
È direttore del “Popolo di Pavia” e collabora a giornali e riviste tra cui “L’Orto”, “Il popolo d’Italia”, “Il popolo di Roma”, “Oggi”, “Tempo” pubblicando in prevalenza racconti. Nel 1939 Giorgio Cabella viene nominato caporedattore del periodico romano “Primato. Lettere e arti d’Italia”, rivista quindicinale di cultura fascista fondata e diretta da Giuseppe Bottai e pubblicata tra il 1940 e il 1943. Successivamente Cabella è redattore-capo del giornale “Il Secolo Sera” e direttore del quotidiano “Italia”.
Giorgio Cabella muore a Milano nel 1986.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario).

FONDO BIANCHI

FONDO BIANCHI

Complesso archivistico

Il fondo Guglielmo Bianchi conserva 31 fascicoli di corrispondenza. Nel dettaglio sono conservate 78 lettere, 3 lettere con busta, 8 cartoline (4 cartoline postali e 4 cartoline illustrate), 2 buste, 1 biglietto da visita, 3 minute di lettere di Bianchi a due diversi corrispondenti, 1 busta di Bianchi indirizzata a un suo corrispondente e mai spedita, 1 copertina di un testo cinematografico, 1 testo manoscritto e 3 fotografie.

Inventario

Biografia

Guglielmo Bianchi, fotografia di Vera Fabermaskj, Parigi, 1932 tratta dal volume “Il mondo di Guglielmo Bianchi: arte e poesia fra Lavagna, Parigi, Buenos Aires”, Genova : Sagep, [1995]

Guglielmo Bianchi nasce il 20 agosto 1899 a Lavagna.
Nel 1931 è tra i fondatori e maggiore finanziatore della rivista di poesia “Circoli” che viene stampata a Genova dal 1931 al 1939, diretta da Adriano Grande e a cui collaborarono, tra gli altri, Angelo Barrile, Camillo Sbarbaro e Eugenio Montale.
Dal punto di vista pittorico Bianchi dal 1930 approfondisce i suoi studi a Parigi; tornato a Genova, l’anno successivo, tiene la sua prima personale presso la Galleria Valle insieme a Emanuele Rambaldi e Oscar Saccorotti. Negli anni successivi esporrà in varie città italiane, nonché a Parigi, Buenos Aires e Rosario.
Come autore di teatro scrive i testi di alcuni drammi fra cui “Le mani di Mida”, “Melodramma”, “Il sequestro” e “Sara nel deserto”.
Nel 1938 lascia l’Italia per Buenos Aires per poi tornare in Liguria, a Lavagna, l’8 febbraio 1947 dove rimane fino alla morte nel 1966.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario)