Tutti gli articoli di Redazione Fondazione

FONDO GIRIBALDI

FONDO GIRIBALDI

Complesso archivistico

Il fondo Giribaldi Alessandro si articola in 5 serie documentali:

  • corrispondenza: 42 unità documentarie
  • testi: 40 unità documentarie
  • atti giuridici: 1 unità documentaria
  • documenti di studio e lavoro: 3 unità documentarie
  • fotografie: 1 unità documentaria

Inventario

Biografia

Alessandro Giribaldi nasce il 4 novembre 1874 a Porto Maurizio (Imperia). Negli anni universitari, a Genova, Giribaldi conosce Pierangelo Baratono con cui nel 1897 fonda e dirige la rivista “Endymion: rivista settimanale di letteratura ed arte”.
Nel 1897 Giribaldi, insieme a Mario Malfettani e Alessandro Varaldo, pubblica “Il primo libro dei trittici”, una raccolta di trentanove sonetti suddivisi in tredici trittici.
Durante una rissa, avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 agosto del 1903 a Genova, Giribaldi uccide accidentalmente il commerciante G. Bonaveraella, viene dunque arrestato e trascorre dieci mesi nel carcere di Genova Marassi. Durante la detenzione Giribaldi scrive “I canti del prigioniero”, una raccolta di versi che uscirà postuma nel 1940 insieme ad altri componimenti redatti negli anni Novanta dell’Ottocento.
L’attività pubblica di Giribaldi scrittore si chiude pertanto nel 1904.
Morirà a Chiavari il 13 gennaio 1928.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario).

FONDO CORRADO

FONDO CORRADO

Complesso archivistico

Il fondo Corradino Corrado si articola in 7 serie documentali:

  • corrispondenza: fascc. 78 (comprendenti docc. 321)
  • testi: 63 unità documentarie
  • rassegna stampa: 7 unità documentarie
  • appunti: 12 unità documentarie
  • documenti di studio e lavoro: 5 unità documentarie
  • opere grafiche: 1 unità documentaria
  • varie: 1 unità documentaria

Inventario

Biografia

Corradino Corrado nasce il 1 gennaio 1852 a Torino. Rimasto orfano viene affidato alla tutela di uno zio che si occupa della sua istruzione, avvenuta dapprima al collegio vescovile di Mondovì, e successivamente al Collegio Nazionale di Torino. Dopo aver concluso gli studi liceali, Corrado frequenta per due anni all’università di Torino la facoltà di medicina, trasferendosi in seguito a quella di lettere presso cui consegue la laurea il 30 novembre 1876.
A partire dal 1875 Corradino inizia a pubblicare i propri componenti poetici sul periodico fondato da Arcangelo Ghisleri “Il Preludio” e nel 1878 pubblica a Torino con l’editore Casanova il volume “Primi versi”.
Dall’inizio degli anni ‘80 dell’Ottocento Corrado inizia a dedicarsi alla critica letteraria.
Diventa docente in storia e letteratura italiana e ottiene la cattedra di lingua e letteratura italiana al Politecnico di Zurigo e, una volta rientrato a Torino, insegna prima al liceo Gioberti e poi presso l’Accademia Albertina di Belle Arti, divenendone successivamente Presidente.
Nel 1884 Corradino pubblica la raccolta poetica “Primulae” e nel 1889 il volume “Su pe’l Calvario”.
All’inizio del XX secolo Corrado sospende per diversi anni la sua attività letteraria, sostituita da una serie di letture a carattere filosofico e religioso che lo portano a scrivere, nel 1910, il poema in ventiquattro canti, “La buona novella” ispirato alla vita di Cristo.
Corrado fu anche attivo membro del Foot-Ball Club Juventus, di cui nel 1915 compone il primo inno ufficiale. Corrado è stato anche uno dei creatori della prima rivista interamente dedicata alla Juventus, ovvero “Hurrà Juventus”, mensile uscito per la prima volta il 10 giugno 1915. Successivamente al primo conflitto, diviene anche Presidente del club tra il 1919 e il 1920.
Corrado muore a Torino il 9 luglio 1923.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario)

FONDO CABELLA

FONDO CABELLA

Complesso archivistico

Il fondo Giorgio G. Cabella si articola in 5 serie documentali:

  • corrispondenza: 34 unità documentarie
  • testi: 22 unità documentarie
  • rassegna stampa: 26 unità documentarie
  • opere grafiche: 4 unità documentarie
  • varie: 5 unità documentarie

Inventario

Biografia

Giorgio Cabella nasce a Genova nel 1909 dove vive fino al 1940 circa. Nel 1934 inizia la sua carriera fondando, a Genova, la rivista mensile “Cabotaggio: mensile di lettere ed arti”. Nel 1935 Cabella pubblica il suo primo libro, un saggio politico intitolato “Esterni di Ginevra” e poi nel 1937 un volume di racconti pubblicato a Genova da E. degli Orfini “Denaro: cinque romanzi brevi”, che gli valse un encomio dell’Accademia d’Italia.
È direttore del “Popolo di Pavia” e collabora a giornali e riviste tra cui “L’Orto”, “Il popolo d’Italia”, “Il popolo di Roma”, “Oggi”, “Tempo” pubblicando in prevalenza racconti. Volontario durante la seconda guerra mondiale, viene decorato al valore. Nel 1939 Giorgio Cabella viene nominato caporedattore del periodico romano “Primato. Lettere e arti d’Italia”, rivista quindicinale di cultura fascista fondata e diretta da Giuseppe Bottai e pubblicata tra il 1940 e il 1943. All’interno di “Primato” Cabella redige inizialmente la rubrica “Calendario”, sede di frequenti polemiche, approfondimenti e digressioni. Successivamente Cabella è redattore-capo del giornale “Il Secolo Sera” e direttore del quotidiano “Italia”.
Nel 1942 nella collana “Narratori contemporanei” della casa editrice Einaudi esce la monografia di Cabella “Alloggio del Golfo: racconto”.
Nel 1943 abbandona la professione di giornalista per dedicarsi ad attività economiche. Giorgio Cabella muore a Milano nel 1986.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario).

FONDO BIANCHI

FONDO BIANCHI

Complesso archivistico

Il fondo Guglielmo Bianchi conserva 31 fascicoli di corrispondenza. Nel dettaglio sono conservate 78 lettere, 3 lettere con busta, 8 cartoline (4 cartoline postali e 4 cartoline illustrate), 2 buste, 1 biglietto da visita, 3 minute di lettere di Bianchi a due diversi corrispondenti, 1 busta di Bianchi indirizzata a un suo corrispondente e mai spedita, 1 copertina di un testo cinematografico, 1 testo manoscritto e 3 fotografie.

Inventario

Biografia

Guglielmo Bianchi nasce il 20 agosto 1899 a Lavagna. Si laurea in Giurisprudenza all’Università di Urbino, ma successivamente, dalla fine degli anni ’20, si dedica principalmente a pittura, poesia, saggistica e teatro.
Nel dicembre del 1923 pubblica il suo primo libro di versi “Sciamiti”, collabora poi alle riviste “Superba” (1922-1929) di Carlo Otto Guglielmino e a “Le opere e i giorni” di Mario Maria Marini. Nel 1931 è tra i fondatori e maggiore finanziatore della rivista di poesia “Circoli” che viene stampata a Genova dal 1931 al 1939, diretta da Adriano Grande e a cui collaborarono, tra gli altri, Angelo Barrile, Camillo Sbarbaro e Eugenio Montale. Nel 1934 è componente del Comitato di redazione con Angelo Barile, Enrico Prampolini e Sergio Solmi. Nel 1928 pubblica il libro di prose “Eleganze”.
Dal punto di vista pittorico Bianchi dal 1930 approfondisce i suoi studi a Parigi; tornato a Genova, l’anno successivo, tiene la sua prima personale presso la Galleria Valle insieme a Emanuele Rambaldi e Oscar Saccorotti. Negli anni successivi esporrà in varie città italiane, nonché a Parigi, Buenos Aires e Rosario.
Come autore di teatro scrive i testi di alcuni drammi fra cui “Le mani di Mida”, “Melodramma”, “Il sequestro” e “Sara nel deserto”.
Nel 1938 lascia l’Italia per Buenos Aires per poi tornare in Liguria, a Lavagna, l’8 febbraio 1947 dove rimane fino alla morte nel 1966.

(Per maggiori informazioni consultare l’inventario)

APERTURA AL PUBBLICO

APERTURA AL PUBBLICO

In ottemperanza al Decreto Legge 18 dicembre 2020, n. 172, la Fondazione sarà aperta al pubblico solo su prenotazione. Le prenotazioni andranno effettuate via e-mail all’indirizzo biblioteca.novaro@fastwebnet.it.
Gli utenti potranno accedere alla sala di consultazione solo se muniti di mascherina.
Durante le festività natalizie, sarà possibile prenotare solamente per i giorni 28, 29 e 30 dicembre.
Si ricorda inoltre che siamo a disposizione, come nei mesi passati, per i servizi di consulenza per informazioni bibliografiche, per il prestito interbibliotecario e per l’invio di scansioni di documenti e testi (nel rispetto dei limiti stabili per legge).

NASCE IL GIALLO: ALESSANDRO VARALDO

NASCE IL GIALLO: ALESSANDRO VARALDO

Genova, Foyer Teatro della Corte, venerdì 21 febbraio 2020, ore 17
Sarà Francesco De Nicola ad aprire la rassegna Giallo di Liguria con una conferenza dedicata a Varaldo e alla nascita del giallo. Lo scrittore di Ventimiglia visse per lungo tempo a Genova, scrivendo su diverse testate tra cui “Il Caffaro” e “Il Corriere di Genova”. Prolifico autore di romanzi di intrattenimento, entrò in contatto con Arnoldo Mondadori che, inaugurata con romanzi stranieri tradotti la collana dei Gialli Mondadori, destinata ad imporsi sul mercato e rimanere nella storia dell’editoria, decise di affidare a Varaldo la commissione del numero 21. Nel 1931 uscì Il sette bello, primo giallo scritto da un italiano, dove entrava in azione il primo commissario di polizia della nostra storia letteraria, il commissario Ascanio Bonichi.

NOVECENTO IN LIGURIA

NOVECENTO IN LIGURIA

Parole e note

Genova, Foyer del Teatro della Corte, 17 gennaio-15 febbraio 2019

Per il dodicesimo anno consecutivo la Fondazione, in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, ha organizzato un ciclo di conferenze, questa volta riguardanti i rapporti fra musicisti e poeti liguri: i futuristi, Calvino, Berio, Sanguineti, Montale. Nell’arco di cinque incontri sono state affrontate diverse tematiche e le parole si sono alternate all’ascolto di brani musicali o alla proiezione di brevi video. Al ciclo, curato da Roberto Iovino, critico musicale, hanno contribuito Patrizia Conti, docente di storia della musica, Massimo Pastorelli, compositore e musicologo, e Luigi Giachino, compositore e docente al Conservatorio “Niccolò Paganini”.

NATALE TRA MEMORIA E SPERANZA

NATALE TRA MEMORIA E SPERANZA

un albero per Genova

Genova – Regione Liguria, Sala Trasparenza, 7 dicembre 2018-11 gennaio 2019

Per le festività Regione Liguria e Fondazione hanno organizzato un progetto per un Natale diverso. 43 artisti liguri hanno risposto all’invito per realizzare altrettante formelle di terracotta a decorazione di un albero costruito con legni di recupero, i cui rami, pure 43, sono a ricordo delle vittime del crollo del ponte Morandi. Un’opera corale, dunque, per ricordare un evento tragico, in cui alla morte si è sommato il concetto di frattura ed isolamento. L’utilizzo della terracotta, quale supporto, ricrea quel legame che storicamente è stato proprio il collante per gli artisti liguri. Successivamente le formelle sono state al centro di un’asta benefica.